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Il paradosso della cultura in Sardegna. Molta offerta, pochissima domanda.

Forse non tutti sanno che la Sardegna presenta un’offerta culturale piuttosto ampia e ben distribuita. Molti dati raccontano bene questo fatto, ma ne ho scelti due.


Primo, sono ben 126 i comuni dell’isola che ospitano almeno un museo, un’area archeologica o un monumento. Considerate che, con i suoi 263 musei e attrazioni simili, la Sardegna presenta una densità di siti culturali più che doppia rispetto alla media nazionale (circa 1,7 strutture ogni 10mila abitanti contro 0,8 in Italia).


Secondo, nella regione la quota di lavoratori impiegata in specifici settori legati alla cultura e alla produzione artistico-tradizionale è elevata. Pensate alla lavorazione del sughero o alle ceramiche, così alle attività di musei, biblioteche e attrazioni private. Nella tabella qui sotto trovate i settori di cui stiamo parlando e la quota di impiegati della Sardegna sul totale degli impiegati in Italia.

Avrei altri dati da mostrare a sostegno di quanto dico, ma mi vorrei soffermare sull’altra faccia della medaglia. E cioè che ancora non siamo riusciti a fare di questa nutrita offerta culturale uno degli asset della capacità attrattiva della regione. Ho selezionato due dati per testimoniare questa evidenza.


Il primo che vi riporto è che la Sardegna è la penultima regione d’Italia (dopo la Valle d’Aosta) per cui chi viene dall’estero dichiara di essere mosso da ragioni culturali (solo il 12,3% dei viaggiatori, nel triennio 22-24).


Il secondo è che, se andiamo a vedere le punte di diamante della nostra offerta culturale (il museo dell’intreccio mediterraneo a Castelsardo o le aree archeologiche di Nora, Barumini e Tharros), le visite (sia nazionali che internazionali) che accolgono questi colossi del nostro patrimonio li collocano rispettivamente in 153esima, 201esima, 219esima e 248esima posizione tra le oltre 4.000 attrazioni censite in Italia. Pensate che solo le attrazioni del patrimonio culturale di Abruzzo, Basilicata, Liguria e Molise si posizionano peggio rispetto alle nostre attrazioni, e si tratta di regioni con flussi di visitatori in entrata significativamente inferiori a quelli della Sardegna e con una popolazione regionale minore. Se vi interessano questi dati scrivetemi. Sono disponibili per tutte le strutture sarde.

La considerazione: fare cultura, facendo rete

A fronte di questi dati, mi sono convinto che abbiamo (almeno) due necessità.


In primo luogo, abbiamo bisogno di promuovere davvero la nostra offerta culturale, sia quella di natura pubblica (i musei e simili), sia quella di natura privata o associativa (tutte le realtà che, dallo spettacolo alle produzioni artigiane, creano il capitale culturale della nostra regione). E credo che questa promozione debba essere diretta innanzitutto all’interno dell’isola, cioè ai suoi cittadini: abbiamo bisogno di costruire una consapevolezza collettiva sul fatto che la regione ha davvero una vocazione culturale e che è inaccettabile che il racconto (anche interno) della nostra terra sia costruito solo sul bel mare e sui formaggi.


In secondo luogo, credo che per sviluppare questa consapevolezza abbiamo bisogno di fare rete e avere un approccio “industriale” (nel senso più buono della parola) alla cultura: cioè condividere strumenti e dati, sviluppare una strategia comune e sviluppare una comunicazione comune che trattino la cultura come un asset di sviluppo regionale, uscendo dalla logica delle cento teste e cento cappelli tipica dell’Isola e dall’idea che con la cultura non si mangia. Vi invito, a questo proposito, a osservare quello che sta facendo Nodi, un movimento che punta a connettere e valorizzare il capitale umano della Sardegna, perché è un’ottima pratica di come si costruiscono sinergie da cui può nascere l’innovazione e lo sviluppo che ci serve, anche sull’offerta culturale.


La domanda: come valorizzare la nostra offerta culturale?

Vi ringrazio per le risposte che stanno arrivando alla newsletter e per le richieste di dati. Questo scambio mi piace molto e vorrei che aumentasse. Vi lascio una domanda: secondo voi quale iniziativa si dovrebbe adottare per valorizzare l’offerta culturale della nostra isola? Ditemi cosa ne pensate. Sarà sufficiente rispondere a c.valdes.unica@icloud.com.

A presto!

Carlo


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Una nota tecnica. I dati sul numero di musei in Italia e in Sardegna sono ricavati da micro-dati Istat al 2022. Tutti i dati presentati sono di fonte Istat o Banca d'Italia.


Mi chiamo Carlo Valdes, sono sardo e sono un analista di dati. Questa newsletter è pensata per condividere dati e riflessioni sullo sviluppo della Sardegna con chiunque sia interessato. Ogni release mensile è composta da (i) almeno un dato, (ii) almeno una considerazione sul dato e (iii) almeno una domanda per i lettori. Questa newsletter è un mio hobby (non c'è scopo di lucro) e le riflessioni riportate sono strettamente personali. Se vuoi farti una chiacchierata con me, aggiungimi su LinkedIn!

 
 
 

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