Prima neanche mille, oggi 4.000. La corsa dei b&b in Sardegna.
- Carlo Valdes
- Apr 11, 2025
- 3 min read
Updated: May 6, 2025
I cosiddetti bed & breakfast in Sardegna nel 2005 erano meno di mille; nel 2023 (ultimi dati disponibili) sono diventati oltre 4mila. Come si vede nella figura sotto, questa crescente numerosità di immobili messi a disposizione di turisti e viaggiatori ha portato i posti letto ad aumentare dalle 16mila unità del 2005 alle oltre 50.000 di oggi. Sia chiaro: uso il termine b&b nella sua forma gergale, ma a essere precisi i dati che di cui vi parlo si riferiscono alle strutture classificate come "alloggi gestiti in forma imprenditoriale", "Bed & breakfast", "case per ferie" e "altri esercizi ricettivi".

Nell'isola, la gran parte dei posti letto si concentra nella provincia di Sassari, che da sola ne ospita il 63%. Scendendo a un livello ancora più granulare nei dati, cioè a livello di comuni, si vede in maniera ancora più plastica come il fenomeno riguardi il Nord Sardegna in misura ben più rilevante di quanto accade nel resto dell'Isola. Alghero, San Teodoro, Arzachena e Olbia, infatti, sono i comuni con la maggiore offerta di posti letto. Solo dopo di loro arriva Cagliari. Se siete interessati/e ai dati per ogni comune è sufficiente che mi scriviate a c.valdes.unica@icloud.com e ve li farò avere appena possibile.

I numeri registrati dalla provincia di Sassari sono notevoli non solo rispetto al resto dell'isola, ma anche rispetto al resto d'Italia: la provincia è ottava su 107 province italiane per numero di posti letto offerti per residente. All'interno della provincia, San Teodoro si distingue: è il quinto comune d'Italia con più posti letto pro capite (ci sono quasi 3 posti letto per ogni residente!).
Se si guarda la Sardegna per intero, invece, l'offerta appare ancora abbastanza allineata al resto d'Italia: i posti letto per residente registrati nell'isola sono esattamente lo stesso numero registrato in media tra le altre regioni d'Italia. E anche se si guarda l'offerta di b&b rispetto alla dimensione del settore alberghiero non emerge un sovradimensionamento: i posti letto in b&b in Sardegna sono pari al 44% del numero di posti offerti nelle strutture alberghiere. Questo rapporto nel resto d'Italia è ben più alto, pari al 59%.
E' solo mettendo assieme l'offerta dei b&b con quella degli alberghi che complessivamente l'offerta turistica in Sardegna risulta un po' più alta di quella registrata nel resto d'Italia, ma comunque inferiore a i valori registrati nelle altre isole del mediterraneo (vi segnalo questo report appena pubblicato dall'OCSE sull'attrattività della Sardegna, se volete approfondire il dato appena menzionato).
La considerazione: pro e contro rilevanti, e crescita fragile
Insomma, decidere se questa corsa dei "b&b" sia eccessiva oppure no è complesso, ma è fuori di dubbio che presenta pro e contro piuttosto ingombranti. Azzardo una lista non esaustiva. Tra i pro ci sono i seguenti:
questi alloggi hanno aumentato l’accessibilità turistica di comuni dell'isola prima completamente trascurati dal turismo (nel 2005 i comuni sardi con almeno un b&b erano 190, ora sono oltre 280);
questa offerta turistica ha generato reddito aggiuntivo, sia grazie ai posti di lavoro creati, sia grazie alla "nuova vita" data a patrimonio immobiliare che diversamente sarebbe rimasto infruttuoso o disabitato.
A proposito dei contro, invece, i seguenti:
la crescita del turismo - alimentata anche da questi alloggi - sta avendo un impatto notevole sulla vita quotidiana di chi nelle città turistiche ci vive tutto l'anno. I prezzi degli affitti a lungo termine aumentano e l'efficacia di alcuni servizi pubblici diminuisce (si pensi alla raccolta rifiuti);
questo boom turistico è fragile, poiché chiaramente legato alle scelte di pochissime aziende private. Mi riferisco a colossi come Airbnb o Booking.com o Ryanair, che intermediano una mole enorme del turismo nostrano e che in una sola scelta aziendale potrebbero mandare il nostro tessuto economico regionale in crisi. Quanto sta accadendo con i dazi dovrebbe farci riflettere su quanto sia pericoloso affidarsi ai consumi esterni nello sviluppo di un territorio.
La domanda: come dovremmo comportarci?
È abitudine di questa newsletter, nata in questi mesi, raccogliere le opinioni di chi ha piacere di rispondere. Avrei molta voglia di ascoltare la vostra opinione: come dovremmo comportarci rispetto al fenomeno che ho raccontato? Dovremmo accompagnarlo con interventi normativi per arginarlo, oppure dovremmo incentivarlo? Ditemi cosa ne pensate. Sarà sufficiente rispondere a c.valdes.unica@icloud.com.
A presto!
Carlo
Suggerisci a qualcuno di iscriversi alla newsletter girando questo link!
Comments