Quali comuni sardi perderanno più residenti?
- Carlo Valdes
- Jan 1, 2025
- 3 min read
Updated: May 6, 2025
Il dato: a Nuoro, Macomer, Arbus e Carbonia un quarto in meno della popolazione in 20 anni.
Il dibattito pubblico sul futuro della Sardegna è inscindibilmente legato al tema del declino demografico. La Sardegna, che nel 2024 ha ospitato 1,6 milioni di abitanti, secondo i calcoli dell'Istat in diciotto anni vedrà diminuire la popolazione residente del 14% (arriveremo a 1,3 milioni nel 2043). Questa diminuzione sarà accompagnata da un progressivo invecchiamento della popolazione: le persone con 60 anni o più, che oggi sono il 35% dei residenti sardi, nel 2043 saranno il 47%! In questo declino, a farsi meno male sarà la provincia di Cagliari, i cui abitanti diminuiranno “solo” del 9%, mentre Oristano, Nuoro e Sud Sardegna assisteranno alle riduzioni più severe, perdendo ognuna oltre il 18% dei residenti.
A livello comunale i dati sono impressionanti. Nuoro, Macomer, Arbus e Carbonia saranno i comuni sardi più colpiti: perderanno oltre un quarto della popolazione a causa (i) dello scarsissimo numero di nascite, (ii) dell'emigrazione dei residenti verso centri urbani più attrattivi e (iii) dell'immigrazione molto contenuta. I comuni del Nord-Est dell'Isola sperimenteranno invece la condizione migliore: Budoni, San Teodoro, Olbia e Arzachena (seguiti dai comuni del cagliaritano, come Uta, Decimomannu e Settimo San Pietro) cresceranno o assisteranno a diminuzioni piuttosto contenute. Vi lascio qui sotto le top10 dei comuni che subiranno il declino demografico maggiore e minore.


La considerazione: se il declino è irreversibile, occorre adattarsi
Questi dati sono rilevanti perché la riduzione della popolazione e il suo invecchiamento determinano mote conseguenze potenziali. Le prime aree di impatto che mi vengono in mente sono:
Impatti negativi sul tessuto produttivo: una popolazione che diminuisce determina teoricamente un calo nella domanda di beni e servizi e una riduzione della forza lavoro;
Impatti negativi sul sistema di welfare e su alcuni servizi pubblici: una popolazione che invecchia aumenta - per esempio - la pressione sul servizio sanitario già oggi in forte difficoltà.
Se però prendiamo l’invecchiamento come dato (cioè se assumiamo che non interverranno politiche in grado di invertire il trend o di non avere materialmente il tempo di invertirlo), allora dobbiamo sforzarci di pensare alle opportunità che si creano. Me ne vengono in mente due:
Potenziale di rigenerazione territoriale e ambientale: una delle conseguenze dello spopolamento sono le opportunità di recupero di paesaggio, riduzione di consumo di suolo e riduzione dell’inquinamento.
Potenziale sviluppo di nuovi mercati: se è vero che la Sardegna è caratterizzata da un declino demografico più severo di quelli registrati altrove, allora questo è un territorio particolarmente adatto per opportunità di mercato come senior housing o attrazione di nomadi digitali e creativi (opportunità da sfruttare - se si intende farlo - con molta prudenza e all'interno di un'ampia strategia di sviluppo della regione).
La domanda: quale opportunità dovremmo saper cogliere?
Non mi dilungo oltre, ma se siete arrivati fino a qua vi invito a farmi avere ogni feedback, e vi lascio una domanda: riuscite a individuare almeno una opportunità legata a questi cambiamenti demografici e rilevante per lo sviluppo della Sardegna che ritenete che andrebbe colta?
Il mese prossimo la newsletter parlerà di stipendi: qual è la differenza negli stipendi dei lavoratori dipendenti tra le province sarde e il resto d'Italia?
A presto!
Carlo
NB: Per ogni approfondimento, qui la fonte dati: https://www.istat.it/statistica-sperimentale/previsioni-demografiche-comunali-statistica-sperimentale/ . Nota: per comuni minori Istat non rilascia proiezioni demografiche.
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