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A Cagliari e Olbia nove voli su dieci sono operati da due compagnie

Updated: Nov 18, 2025

Nel caso di Cagliari i due operatori principali nella stagione invernale raggiungono il 95%. Il trasporto aereo è un collo di bottiglia rilevante per lo sviluppo dell'isola


In questa release - che potete anche ascoltare gratuitamente qui - trattiamo uno degli aspetti di vulnerabilità più delicati per lo sviluppo futuro dell’isola: il trasporto aereo. La Sardegna ha tre aeroporti principali per il trasporto passeggeri: Cagliari (Elmas), Olbia e Alghero (Fertilia).

I piani di volo dei primi due (Cagliari e Olbia) per questa stagione invernale sono stati di recente resi pubblici dalla Regione Sardegna e consentono di ottenere subito due informazioni interessanti. La prima è che i voli di andata e ritorno operati tra ottobre e marzo sull’aeroporto di Cagliari saranno circa 9.800, mentre quelli che interesseranno l’aeroporto di Olbia saranno un terzo (circa 3.400). La seconda è che, messi insieme, questi due aeroporti collegheranno l’Isola con ben 37 aeroporti diversi. In particolare, da Cagliari si potranno raggiungere 32 destinazioni (18 in Italia e 14 tra Europa e UK), mentre dall’aeroporto di Olbia si potrà arrivare in 17 scali (9 nazionali e 8 europei).


Ora, l’elemento di fragilità per la nostra economia che vorrei mostrare è il seguente: l’87% dei voli su questi due scali è veicolato solo da due compagnie. La prima è Aeroitalia, che opera il 47% dei voli totali, la seconda è Ryanair (40%).




Occorre notare che le due compagnie giocano ruoli molto diversi. Da un lato c’è Aeroitalia che, erogando i molti voli previsti nel cosiddetto regime di continuità territoriale, connette i nostri aeroporti solo con Fiumicino e Linate (la compagnia - tra l’altro - ha annunciato che lascerà l’Isola); dall’altro lato c’è Ryanair, che assicura all’offerta aerea sulla Sardegna molta ampiezza di destinazioni e un’elevata frequenza dei voli. Per avere un’idea del peso di Ryanair, considerate che questa compagnia opera da sola su 15 delle 37 destinazioni che si possono raggiungere da Cagliari e Olbia! La dico in termini ancora più semplici: se improvvisamente Ryanair decidesse di lasciare la Sardegna, la regione passerebbe da essere connessa con 37 aeroporti, a 22.


Sullo scalo cagliaritano questi numeri sono impressionanti: in questa stagione invernale la compagnia offrirà su Cagliari più della metà dei voli e, se si tolgono quelli operati in regime di continuità territoriale, questo valore sale al 91%.



Un elemento di fragilità strutturale


Mi sono concentrato su questo tema per mostrare come pezzi interi della nostra economia regionale siano fragili poiché “strutturalmente dipendenti” dal buon funzionamento di questi collegamenti e dalle scelte di pochissime aziende private. Questa fragilità porta rischi, per esempio, alle imprese sarde che si aprono a mercati internazionali, ai lavoratori che (come me) costruiscono la propria vita professionale a cavallo tra la Sardegna e il resto del mondo, ai molti pazienti sardi costretti a prendere questi voli per affidarsi ai sistemi sanitari di altre regioni o agli studenti che vanno ad acquisire competenze altrove per riportarle a casa un domani. E poi - ovviamente - al turismo.


L’antidoto a questi rischi è - innanzitutto - il buon funzionamento dei servizi operati in regime di continuità territoriale. Il nuovo bando pubblicato dalla regione (su cui non intendo dare un giudizio complessivo in questa release, ma che potremo discutere se vorrete rispondermi) prova a insistere su questo tema.

Ci sono però poi tre obiettivi che credo che siano particolarmente importanti per uno sviluppo di lungo periodo dell’isola più solido, che prescindono da quello che possiamo fare oggi sulla continuità territoriale.

  1. Fare in modo che aumenti il numero di compagnie aeree che operano sui nostri scali nei mesi invernali, riducendo la dipendenza da specifiche aziende;

  2. Fare in modo che i tre aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia siano più connessi tra loro da servizi e/o infrastrutture di trasporto di terra, al fine di offrire ai sardi una vera rete di aeroporti;

  3. Proseguire nel tentativo di riconoscere allo scalo di Tortolì un ruolo chiave per lo sviluppo della costa Est dell’Isola.


Al mese prossimo!

Questo mese la mia domanda per voi è: siete d’accordo con i tre aspetti strategici che ho individuato? Oppure ritenete che le priorità siano altre e non siete d’accordo? Per farmi avere la vostra opinione sarà sufficiente usare gli spazi dedicati ai commenti di Substack o LinkedIn, oppure scrivere a c.valdes.unica@icloud.com.


A presto!

Carlo


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Una nota tecnica. I dati sono stati presi dagli open data della regione. Non è stato possibile considerare l’aeroporto di Fertilia perché i dati non sono presenti in un formato immediatamente comparabile. Ho fatto richiesta sia alla Regione Sardegna che all’aeroporto di Alghero, ma non ho ricevuto alcuna risposta. 

Notate inoltre che ho parlato di “regime di continuità territoriale” per essere più efficace, ma occorrerebbe usare la dicitura corretta di “oneri di servizio pubblico” e altre impiegate nei bandi di affidamento.


Mi chiamo Carlo Valdes, sono sardo e sono un analista di dati. Questa newsletter è pensata per condividere dati e riflessioni sullo sviluppo della Sardegna con chiunque sia interessato. Ogni release mensile è composta da (i) almeno un dato, (ii) almeno una considerazione sul dato e (iii) almeno una domanda per i lettori. Questa newsletter è un mio hobby (non c'è scopo di lucro) e le riflessioni riportate sono strettamente personali. Se vuoi farti una chiacchierata con me, aggiungimi su LinkedIn!


 
 
 

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